Influenza: prevenzione, consapevolezza e responsabilità condivisa

C’è un momento, ogni inverno, in cui il confine tra “raffreddamento stagionale” e influenza vera e propria diventa sottile. Quest’anno, in Veneto, quel momento è arrivato con forza sotto le feste natalizie, portando con sé un aumento dei contagi e, purtroppo, anche diversi casi di ospedalizzazione per polmoniti da sovrainfezione.

È in questo contesto che, dal 1° gennaio 2026, la Regione Veneto ha deciso di estendere gratuitamente la vaccinazione antinfluenzale a tutti i cittadini maggiorenni. Una scelta di sanità pubblica che segna un cambio di passo importante: non più solo protezione delle categorie fragili, ma un’azione più ampia, pensata per tutelare la salute individuale e collettiva.

Perché questa decisione

L’influenza non è mai “solo influenza”. Nella maggior parte dei casi si risolve in alcuni giorni, ma quando il virus colpisce un organismo stanco o incontra condizioni favorevoli, può aprire la strada a complicanze più serie. L’ondata di contagi registrata a dicembre ha mostrato chiaramente quanto il sistema sanitario venga messo sotto pressione quando il virus circola senza argini sufficienti.

Ampliare l’accesso alla vaccinazione significa ridurre la diffusione, limitare i ricoveri e proteggere anche chi, per età o condizioni di salute, rischia di più.

Il momento giusto per vaccinarsi (e perché farlo anche ora)

Il periodo ideale per la vaccinazione antinfluenzale resta tra ottobre e i primi di dicembre, perché il vaccino impiega circa 15 giorni per essere pienamente efficace. Detto questo, vaccinarsi a gennaio ha ancora senso.

Anche quando il virus è già in circolazione, la vaccinazione riduce la probabilità di contrarre l’influenza, prepara il sistema immunitario a rispondere meglio e favorisce una guarigione più rapida, diminuendo il rischio di complicanze e ricoveri.

È inoltre possibile vaccinarsi direttamente in farmacia. La vaccinazione in farmacia è rivolta ai cittadini maggiorenni che abbiano già effettuato la vaccinazione antinfluenzale dal proprio medico negli anni precedenti, come previsto dalle indicazioni regionali. Un’opportunità che rende la prevenzione più accessibile e integrata nella vita quotidiana.

Vaccino sì, ma non basta

La vaccinazione non sostituisce le buone abitudini quotidiane, soprattutto nei periodi di picco: evitare luoghi troppo affollati quando possibile, lavare accuratamente le mani, coprire starnuti e colpi di tosse con il gomito. Piccoli gesti, ripetuti da molti, fanno una grande differenza.

I sintomi dell’influenza stagionale 2025

In questa stagione stiamo osservando forme influenzali caratterizzate da:

  • forte mal di gola,
  • tosse secca persistente, spesso per molti giorni,
  • febbre alta,
  • intenso senso di malessere generale.

Il catarro bronchiale tende a comparire solo in una fase più tardiva.

Autogestione: quando è appropriata e quando no

Nei primi giorni, in assenza di segnali di allarme, l’automedicazione può essere utile:
antidolorifici e antinfiammatori per i dolori, paracetamolo come antifebbrile (fino a un massimo di 2000 mg al giorno), e, se necessario, sedativi della tosse da banco.

Tuttavia è importante non sottovalutare l’andamento dei sintomi.
Se dopo 2–3 giorni non si osservano miglioramenti significativi, è opportuno contattare il medico curante. Questo passaggio è fondamentale per prevenire sovrainfezioni batteriche e complicanze più serie, come le polmoniti.

Una scelta di responsabilità

Vaccinarsi non è un gesto allarmista, né un obbligo morale imposto dall’esterno. È una scelta informata, basata su evidenze e buon senso, che aiuta a proteggere sé stessi e chi ci sta vicino.

In farmacia siamo a disposizione per informare, chiarire dubbi e accompagnare ogni persona verso la decisione più adatta alla propria situazione. La salute, soprattutto quella condivisa, si costruisce così: con consapevolezza, attenzione e piccoli gesti fatti al momento giusto.

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