Festa della mamma

Una carezza per ogni mamma: il messaggio del Vescovo Enrico Trevisi

In occasione della Festa della Mamma, vogliamo condividere con tutta la nostra comunità una riflessione profonda e commovente dedicata a chi, con dedizione e sacrificio, rappresenta il primo e più autentico gesto di cura.

Il Vescovo di Trieste, Enrico Trevisi, rende omaggio a tutte le madri: da quelle giovani che affrontano la sfida del futuro, a quelle più anziane i cui passi si fanno lenti, fino a chi ci veglia da lontano. È un invito a riscoprire il valore di un abbraccio e di un “grazie” sincero, per onorare quella “divina tenerezza” che ogni madre trasmette ai propri figli.

Come Farmacia Pozzi, crediamo che la salute passi anche attraverso la bellezza dei legami e la gratitudine. Vi invitiamo a leggere queste parole, lasciandovi ispirare dalla forza generatrice dell’amore materno.

Festa della mamma

Care mamme,
non c’è carezza, sorriso, coccola;
non c’è speranza, sacrificio, dolore
che non saranno onorati, ricompensati.
Ogni figlio, crescendo, conosce il rimpianto
– un po’ di malinconia –
per non aver tempestivamente apprezzato
la dedizione materna, umile e spesso nascosta,
talvolta eccessiva nei gesti e nei sentimenti,
ma poi finalmente compresa col cuore.
“Madre che ho fatto soffrire”,
“madre mia che ho fatto, come un buon figlio
amoroso, soffrire” diceva Umberto Saba
nella sua Preghiera alla madre (Il canzoniere)
dando parola ad ogni figlio amato
che ricorda le sofferenze inferte,
negli anni adolescenziali, a chi più lo amava.

Ad ogni madre diciamo grazie
perché sempre arrivi, in questa o nell’altra vita,
il grazie sincero.
E a ogni giovane donna che rischia di venir plagiata
dalla paura di essere madre
sussurriamo di guardarsi nel cuore:
scoprirà il legame d’amore che genera nuovo amore;
sussurriamo di non rimandare la gioia del generare
per gustare scintillanti sfumature nel reciproco prendersi cura.

Ad ogni madre diciamo grazie:
anche a quelle invecchiate e con Cristicchi ci vien da cantare:
“Quando sarai piccola ti aiuterò a capire chi sei,
ti starò vicino come non ho fatto mai.
Rallenteremo il passo se camminerò veloce,
parlerò al posto tuo se si ferma la voce.
Giocheremo a ricordare quanti figli hai…
Se ti chiederai il perché di quell’anello al dito
ti dirò di mio padre ovvero tuo marito…
Eeee… e ancora un altro giorno insieme a te,
per restituirti tutto quell’amore che mi hai dato
e sorridere nel tempo che non sembra mai passato.

Quando sarai piccola mi insegnerai davvero chi sono,
a capire che tuo figlio è diventato un uomo”.

Ad ogni mamma diciamo grazie:
anche a quelle che ci vegliano da lassù
e ci viene da pregarle, come fossero la Madonna,
perché ancora vive, ancor più vive
nel loro amore per i figli
nel loro incoraggiare i figli
nel loro custodire i figli,
come la Madonna.

Ad ogni mamma diciamo grazie:
e non sprechiamo l’occasione
per un abbraccio forte, forte
e un prezioso bacio in fronte,
a ravvivare le tante tenerezze ricevute,
“pezzi di memoria che non so dimenticare” (Cristicchi)
indelebili segni della Divina tenerezza
che tramite ogni madre accudisce e lancia nella libertà d’amare,
nel gioioso rischio di generare e di amare.

†Enrico Trevisi
Vescovo di Trieste

 

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