L’estate porta con sé una maggiore attenzione verso le malattie trasmesse dalle punture di zanzara, soprattutto alla luce di alcuni recenti casi nella nostra provincia. È importante però affrontare l’argomento senza creare allarmismo: Dengue e West Nile (le infezioni oggi al centro dell’attenzione) restano malattie limitate e circoscritte, con numeri di casi molto contenuti sul territorio. Ognuno di noi, con semplici accorgimenti quotidiani, può contribuire in modo decisivo a prevenire la diffusione di queste malattie, mantenendo basso il rischio per la collettività.
Febbre Dengue: casi importati e focolai locali limitati
La febbre Dengue è una malattia virale tipica delle zone tropicali, causata da un virus (DENV) trasmesso attraverso le punture di zanzare del genere Aedes – in particolare della zanzara tigre. In Italia, infatti, la Dengue compare soprattutto in persone di ritorno da viaggi in paesi tropicali, mentre i casi autoctoni (trasmessi da zanzare locali) sono rari e si verificano solo quando una zanzara tigre punge un viaggiatore infetto e trasmette poi il virus ad altri.
La Dengue si manifesta dopo 4-10 giorni dalla puntura infetta. In molti casi l’infezione può passare inosservata o causare sintomi influenzali generici. Quando invece provoca la “febbre Dengue” vera e propria, i sintomi tipici includono febbre alta, mal di testa intenso, dolori muscolari e articolari, spossatezza e spesso sfoghi cutanei.
La cura è sintomatica: riposo, idratazione, farmaci antipiretici (evitando l’aspirina o altri FANS che potrebbero aumentare il rischio di sanguinamento). Nella stragrande maggioranza dei casi la guarigione avviene spontaneamente in un paio di settimane, anche se la stanchezza può persistere più a lungo.
La prevenzione più efficace consiste nell’evitare il contatto con le zanzare vettori del virus. Questo significa proteggersi dalle punture e ridurre la presenza di zanzare nell’ambiente. Dato che Aedes è attiva soprattutto di giorno e nelle prime ore del mattino, è particolarmente importante adottare protezioni in queste fasce orarie. Per scongiurare il rischio di piccoli focolai, le autorità sanitarie attuano piani di disinfestazione larvicida e controllo delle zanzare tigre; ma anche i cittadini devono fare la loro parte eliminando i ristagni d’acqua in ambienti domestici e giardini.
Febbre West Nile: il virus dalle zanzare comuni
La febbre West Nile (West Nile Disease) è provocata da un virus (WNV) della famiglia dei Flavivirus, presente in molte parti del mondo inclusa l’Europa. A differenza della Dengue, il serbatoio naturale del West Nile virus è costituito principalmente da uccelli selvatici; le zanzare del genere Culex (zanzare comuni notturne) si infettano pungendo gli uccelli e possono trasmettere il virus all’uomo e ad altri mammiferi. La West Nile non si trasmette da persona a persona tramite contatto diretto.
In Italia il virus West Nile circola ormai stabilmente ogni estate nelle zone in cui la Culex è presente (soprattutto Pianura Padana, zone umide e rurali). L’infezione nell’uomo però resta poco frequente: la maggior parte delle zanzare non è infetta, e anche in caso di puntura infettante oltre l’80% delle persone non sviluppa alcun sintomo. Nel restante 20% circa, dopo un’incubazione di 2-14 giorni si può presentare la febbre West Nile classica: una sindrome simil-influenzale leggera, spesso con febbre moderata, mal di testa, dolori muscolari e articolari, a volte sfogo cutaneo. Questi sintomi si risolvono spontaneamente in pochi giorni. Solo in meno dell’1% delle infezioni (tipicamente in persone anziane o con difese immunitarie ridotte) il virus può oltrepassare la barriera emato-encefalica e causare forme neuro-invasive (encefalite o meningite West Nile), potenzialmente molto gravi o letali.
Come per la Dengue, non esiste un vaccino attualmente disponibile per la West Nile (sono in corso studi, ma nulla di approvato per ora), né una terapia antivirale specifica. I casi severi vengono gestiti in ospedale con terapie di supporto (fluidi, assistenza respiratoria). Di conseguenza, anche per West Nile l’unica arma concreta è la prevenzione delle punture di zanzara e la riduzione dei focolai di zanzare intorno a noi.
Cosa possiamo fare: consigli pratici di prevenzione
Tutti noi, nel nostro quotidiano, possiamo contribuire a limitare la diffusione delle malattie da puntura di zanzara attraverso comportamenti responsabili. Le raccomandazioni degli esperti e del Ministero della Salute coincidono sostanzialmente con le norme di buon senso per difendersi dalle punture ed eliminare i focolai larvali. Ecco i principali consigli pratici:
- Protezione personale: utilizzare repellenti cutanei efficaci contro le zanzare sulle parti di pelle esposte (facendo attenzione a riapplicarli secondo le istruzioni, soprattutto in caso di sudorazione intensa). Chiedi consiglio al farmacista per scegliere il prodotto repellente adatto, in particolare per bambini piccoli o donne in gravidanza (per i bimbi sotto i 3 mesi, ad esempio, i repellenti comuni non sono raccomandati).
- Abbigliamento adeguato: indossare vestiti che coprano braccia e gambe (maglie a maniche lunghe, pantaloni lunghi), preferibilmente di colore chiaro poiché i colori scuri attraggono maggiormente le zanzare. Questa precauzione è particolarmente utile all’aperto nelle ore in cui le zanzare sono più attive.
- Barriere fisiche: proteggere gli ambienti domestici con zanzariere alle finestre, letti e culle. Dove possibile, usare l’aria condizionata: abbassando la temperatura si riduce l’attività delle zanzare e spesso gli impianti sono dotati di filtri/zanzariere integrati. Quando si soggiorna all’aperto (es. giardini la sera), valutare l’uso di zampironi o dispositivi elettrici anti-zanzare per creare una zona libera da insetti.
- Eliminare i ristagni d’acqua: è forse la misura più importante in assoluto. Le zanzare depongono le uova in piccole raccolte d’acqua stagnante; bastano pochi giorni perché si sviluppino centinaia di nuove zanzare. Bisogna quindi rimuovere ogni ristagno in giardini, orti, balconi e spazi comuni: svuotare frequentemente sottovasi, secchi, annaffiatoi, bidoni e qualsiasi contenitore dove si accumuli acqua. Cambiare spesso l’acqua nelle ciotole degli animali domestici (almeno ogni 1-2 giorni). Tenere le piscine gonfiabili e altri giochi acquatici senz’acqua e capovolti quando non in uso. Controllare che le grondaie non siano ostruite (acqua stagnante nei canali di scolo). Nei tombini del cortile si possono inserire pastiglie larvicide a base di metoprene o altri regolatori di crescita, che impediscono alle larve di maturare.
- Collaborazione con le autorità sanitarie: attenersi alle eventuali ordinanze comunali di disinfestazione (ad esempio evitare di irrigare giardini durante i trattamenti larvicidi o adulticidi programmati, così da non vanificarne l’efficacia). Seguire le indicazioni delle ASL in caso di focolai accertati nella zona. Inoltre, il cittadino può segnalare la presenza massiccia di zanzare o potenziali focolai larvali attraverso apposite piattaforme: ad esempio la nuova app “Mosquito Alert”, progetto di citizen science promosso dall’ISS e da altri enti, consente di inviare foto di zanzare avvistate, segnalare punture sospette e indicare focolai larvali, contribuendo al monitoraggio delle specie di zanzara sul territorio.
- Niente panico, ma prudenza: informarsi da fonti ufficiali (Ministero della Salute, ISS, bollettini regionali) e non dare credito ai falsi allarmismi. I casi di Dengue o West Nile nel nostro Paese rimangono sporadici e sotto controllo delle autorità. Adottando le misure di prevenzione indicate, riduciamo drasticamente la già bassa probabilità di contrarre queste infezioni. In pratica, godersi l’estate all’aria aperta è possibile con qualche piccola accortezza in più, senza bisogno di rinunce né paure eccessive.
Articolo a cura di Farmacia Pozzi – Siamo a vostra disposizione per ulteriori consigli su come proteggervi dalle zanzare e per indicarvi i prodotti più adatti alle vostre esigenze. Passate in farmacia: il nostro staff sarà lieto di aiutarvi a vivere un’estate in sicurezza, senza pensieri… e senza punture!