Latte umano: care and cure

Il valore del latte umano: protezione, cura e continuità nei primi 1000 giorni di vita

Il 4 giugno 2026 la Dott.ssa Chiara, il Dott. Enrico e la Dott.ssa Giulia hanno partecipato a Venezia al XIX Incontro della Rete Baby Friendly, intitolato “Latte umano: care and cure”, organizzato da UNICEF Italia e dalla Regione del Veneto presso la Scuola Grande San Giovanni Evangelista.

È stata una giornata di aggiornamento e confronto dedicata a un tema centrale per la salute dei neonati, delle mamme e delle famiglie: il valore del latte umano e dell’allattamento nei primi mesi di vita, con particolare attenzione ai primi 1000 giorni, un periodo decisivo per la crescita, lo sviluppo e il benessere futuro di ogni bambina e bambino.

Il messaggio emerso con forza è che l’allattamento non può essere considerato solo una scelta individuale o un gesto naturale da lasciare alla sola responsabilità della mamma. È, prima di tutto, un tema di salute pubblica, che richiede informazione corretta, sostegno concreto, continuità assistenziale e una rete di professionisti capace di accompagnare le famiglie senza giudizio, con competenza e ascolto.

Il latte umano come nutrimento, protezione e cura

Durante il convegno è stato ricordato come il latte umano non sia semplicemente un alimento, ma un vero e proprio fattore biologico di protezione e prevenzione. La sua composizione sostiene la crescita del neonato, contribuisce allo sviluppo del sistema immunitario e rappresenta una risorsa particolarmente preziosa anche per i bambini più fragili, come i prematuri o i neonati che necessitano di cure.

Parlare di latte umano significa quindi parlare di cura, ma anche di equità. Non tutte le mamme vivono le stesse condizioni, non tutte ricevono lo stesso supporto e non tutte hanno accesso alle stesse informazioni nei momenti in cui servono davvero. Per questo, la promozione e la protezione dell’allattamento devono diventare parte di un sistema più ampio, capace di unire ospedale, territorio, servizi sanitari, comunità e famiglie.

Il nuovo Piano Nazionale della Prevenzione 2026-2031 e il programma regionale dedicato ai primi anni di vita vanno proprio in questa direzione: rendere più omogenee le procedure, rafforzare la qualità dell’assistenza e costruire percorsi condivisi, affinché ogni famiglia possa sentirsi accompagnata con strumenti chiari e affidabili.

I dati del Veneto e il ruolo delle Banche del Latte Umano Donato

Uno degli aspetti più interessanti emersi riguarda il monitoraggio dell’allattamento nei primi mesi di vita. In Veneto i dati mostrano un miglioramento dell’allattamento esclusivo fino ai 3 mesi: dal 41% registrato nel 2022 si è arrivati al 48% nel 2026. È un segnale positivo, che racconta il valore delle politiche di prevenzione, della formazione dei professionisti e del lavoro di rete.

Accanto al sostegno dell’allattamento, il convegno ha dedicato particolare attenzione anche alle Banche del Latte Umano Donato, una risorsa fondamentale per garantire latte umano ai neonati che ne hanno più bisogno, soprattutto quando il latte della propria mamma non è disponibile o non è sufficiente in una fase delicata.

Latte umano: care and cure

Il rafforzamento della rete delle Banche del Latte Umano Donato, anche in Veneto, rappresenta un passaggio importante per costruire un modello di cura più integrato tra ospedale e territorio. L’obiettivo non è solo aumentare la disponibilità di latte donato, ma garantire standard omogenei, sicurezza, qualità e una reale continuità nella presa in carico dei neonati più vulnerabili.

I primi due anni di vita: non solo allattamento

Durante l’incontro si è parlato anche degli indicatori che aiutano a monitorare il benessere del bambino tra 0 e 2 anni, con un’attenzione particolare ai comportamenti e alle abitudini che possono influenzare la crescita.

Oltre all’allattamento esclusivo, sono stati richiamati temi come l’esposizione precoce agli schermi digitali, la posizione corretta durante il sonno, l’uso adeguato del seggiolino in auto, la protezione dal fumo passivo e l’importanza della lettura in famiglia fin dai primi mesi.

Sono aspetti diversi tra loro, ma legati da un filo comune: la prevenzione comincia molto presto, spesso nei gesti quotidiani. 

In particolare, il dato sull’esposizione agli schermi nei bambini tra 0 e 2 anni invita a una riflessione attenta. Smartphone, tablet e televisione entrano sempre più facilmente nella quotidianità familiare, ma nei primi anni di vita il bambino ha bisogno soprattutto di relazione, voce, contatto, movimento e interazione reale. Anche su questo la sensibilizzazione dei genitori e il supporto dei professionisti possono avere un ruolo importante.

Latte umano: care and cure

Uno dei messaggi più importanti della giornata riguarda la continuità assistenziale. Il percorso di una mamma e di un bambino non finisce con la nascita e non dovrebbe interrompersi dopo le dimissioni dall’ospedale. Al contrario, proprio il rientro a casa è spesso il momento in cui emergono dubbi, difficoltà, stanchezza, insicurezze e bisogno di orientamento.

Il concetto di “Baby Friendly” va letto anche così: creare ambienti, servizi e comunità più amiche delle bambine, dei bambini e dei genitori, dove l’informazione sia coerente, il supporto sia accessibile e la cura sia davvero condivisa.

Il ruolo della farmacia nel sostegno alle famiglie

Per Farmacia Pozzi Società Benefit, partecipare a momenti di formazione come questo significa rafforzare un impegno che sentiamo parte della nostra identità: essere un presidio di salute vicino alle persone, non solo nel momento del bisogno, ma anche nella prevenzione, nell’educazione e nell’accompagnamento quotidiano.

In farmacia incontriamo spesso mamme, papà, nonni e famiglie che cercano consigli pratici, rassicurazioni o indicazioni affidabili nelle prime fasi di vita del bambino. A volte si tratta di dubbi sull’allattamento, altre volte di piccoli disturbi, integrazione, igiene, cura della pelle, scelta dei prodotti più adatti o orientamento verso i servizi presenti sul territorio.

Il nostro compito non è sostituirci ai professionisti del percorso nascita, ma essere un punto di ascolto competente, capace di riconoscere i bisogni, dare informazioni corrette e indirizzare le famiglie quando serve. Crediamo che anche questo faccia parte della continuità assistenziale: rendere più semplice l’accesso a risposte affidabili, in un luogo vicino, conosciuto e facilmente raggiungibile. 

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