Paracetamolo: perché anche un farmaco comune va usato con attenzione

Il paracetamolo è uno dei farmaci più presenti nelle case: si usa per la febbre, per il mal di testa, per dolori lievi o moderati. Proprio perché è così conosciuto e diffuso, spesso viene percepito come un medicinale “semplice”, quasi privo di rischi.

In realtà, come per tutti i farmaci, anche il paracetamolo deve essere assunto nel modo corretto, rispettando dosi, tempi e indicazioni riportate nel foglio illustrativo o date dal medico.

Negli ultimi mesi l’Agenzia Italiana del Farmaco ha richiamato l’attenzione su un tema delicato: i casi di sovradosaggio intenzionale di paracetamolo tra gli adolescenti. I dati raccolti a livello nazionale, anche attraverso la Rete Nazionale di Farmacovigilanza e il Centro Antiveleni di Pavia, mostrano un fenomeno da non sottovalutare. Non ci sono evidenze che questi episodi siano collegati a “challenge” social o a comportamenti imitativi organizzati, ma il rischio clinico resta importante, soprattutto perché spesso viene sottovalutato.

Perché il sovradosaggio può essere pericoloso

Il principale organo coinvolto nel sovradosaggio da paracetamolo è il fegato. Quando il farmaco viene assunto nelle dosi corrette, l’organismo riesce a metabolizzarlo in modo sicuro. Se invece la quantità è eccessiva, i normali meccanismi di smaltimento possono saturarsi e si può accumulare una sostanza tossica per le cellule del fegato.

L’aspetto più insidioso è che nelle prime ore i sintomi possono essere lievi o poco specifici: nausea, vomito, pallore, dolore addominale, malessere generale. Questo può portare a sottovalutare la situazione proprio quando sarebbe fondamentale intervenire rapidamente. Nei casi più gravi, il danno epatico può evolvere fino a insufficienza epatica acuta.

Per questo, in caso di sospetto sovradosaggio, non bisogna aspettare la comparsa di sintomi importanti: è necessario contattare subito i servizi di emergenza o un Centro Antiveleni.

Social, challenge e adolescenti: come parlarne senza creare panico

Quando si parla di adolescenti e farmaci, il riferimento alle challenge social fa subito notizia. È giusto che genitori, insegnanti e adulti di riferimento siano informati, ma è altrettanto importante non alimentare allarmismi inutili.

Secondo quanto riportato da AIFA, al momento non ci sono evidenze che i casi osservati in Italia siano riconducibili a sfide social organizzate o a fenomeni imitativi. Il punto centrale, però, resta: molti ragazzi possono non avere una reale percezione del rischio legato all’uso improprio dei medicinali.

Per questo serve parlarne. I farmaci non sono prodotti qualsiasi: anche quelli da banco o presenti abitualmente in casa hanno regole precise di utilizzo.

Cosa possono fare genitori e adulti

Il primo passo è evitare di dare per scontato che un ragazzo sappia già come usare correttamente un farmaco. Spiegare la differenza tra “farmaco sicuro se usato bene” e “farmaco innocuo sempre” è fondamentale.

È utile anche tenere i medicinali in un luogo ordinato, controllare cosa si ha in casa e fare attenzione ai prodotti che contengono lo stesso principio attivo. Molti farmaci per influenza, raffreddore o dolori possono contenere paracetamolo: leggere l’etichetta e il foglio illustrativo aiuta a evitare doppie assunzioni.

Un’altra buona abitudine è non lasciare che bambini e adolescenti gestiscano da soli dosi e associazioni di medicinali, soprattutto in caso di febbre, malessere o dolore persistente. In caso di dubbio, meglio chiedere consiglio al medico o al farmacista.

Le regole essenziali per un uso sicuro

Per usare correttamente il paracetamolo è importante rispettare sempre la dose indicata nel foglio illustrativo o prescritta dal medico, non anticipare le somministrazioni e non assumere contemporaneamente più farmaci che lo contengono.

Particolare attenzione va posta in alcune situazioni, come problemi al fegato, alcolismo cronico, malnutrizione, disidratazione, grave insufficienza renale o peso corporeo molto basso. In questi casi è ancora più importante confrontarsi con il medico o con il farmacista prima dell’assunzione.

E soprattutto: in caso di assunzione eccessiva, volontaria o accidentale, bisogna chiedere aiuto subito, anche se la persona sembra stare bene.

In farmacia siamo sempre a disposizione per chiarire dubbi su dosaggi, associazioni tra medicinali e corrette modalità di assunzione.

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