
IL CONSIGLIO DEL FARMACISTA
«Sulla protezione solare circolano molti dubbi: vediamo cosa dice davvero la scienza.»
A cura del Dott. Enrico
In queste settimane si è parlato molto di creme solari dopo alcune affermazioni circolate sui social, secondo le quali i prodotti solari potrebbero addirittura favorire il melanoma.
È un argomento importante e credo valga la pena fermarsi un momento e capire cosa ci dice realmente la scienza, senza allarmismi.
Il sole fa male?
Il sole non è un nemico. Fa parte della nostra vita e ha anche effetti positivi sul nostro organismo e sul nostro benessere.
Il problema è l’eccessiva esposizione alle radiazioni ultraviolette, soprattutto quando provoca scottature. I raggi UV possono infatti danneggiare il DNA delle cellule della pelle e rappresentano un fattore di rischio riconosciuto per diversi tumori cutanei, compreso il melanoma.
Per questo dermatologi e principali organizzazioni scientifiche raccomandano da anni una corretta fotoprotezione.
Le creme solari possono provocare il melanoma?
Ad oggi non esistono evidenze scientifiche che dimostrino che i filtri solari autorizzati, utilizzati correttamente, provochino il melanoma.
A volte vengono citati studi nei quali chi utilizza più frequentemente la crema solare sembra avere anche una maggiore incidenza di tumori cutanei. Ma bisogna fare attenzione a come interpretiamo questi dati.
Chi ha una pelle molto chiara, chi si espone frequentemente al sole o chi ha già avuto problemi dermatologici tende naturalmente a utilizzare più protezione solare. Non possiamo quindi concludere che sia stata la crema a provocare la malattia.
È il classico caso in cui una correlazione non dimostra un rapporto di causa-effetto.
La crema, però, non basta da sola
Questo per me è il punto più importante.
Mettere una protezione SPF 50 non significa poter rimanere al sole senza limiti.
La crema solare è uno degli strumenti di protezione, insieme a:
- evitare esposizioni troppo intense nelle ore centrali;
- cercare l’ombra quando possibile;
- utilizzare cappello, occhiali e abbigliamento adeguato;
- applicare una quantità sufficiente di prodotto;
- riapplicare la protezione dopo il bagno, dopo aver sudato e comunque durante esposizioni prolungate;
- proteggere con particolare attenzione i bambini.
“Chimico” non significa “pericoloso”
Si sente spesso parlare anche di filtri “chimici” contrapposti ai filtri “fisici”, quasi che i primi fossero necessariamente dannosi.
In realtà i filtri solari utilizzati nei cosmetici commercializzati nell’Unione Europea sono sottoposti a valutazioni di sicurezza e devono rispettare precise norme.
Il fatto che una sostanza possa essere assorbita dall’organismo non significa automaticamente che sia tossica o cancerogena: sono la dose, le modalità di utilizzo e gli studi di sicurezza a determinarne il profilo di rischio.
Quindi, cosa dobbiamo fare?
Il mio consiglio è molto semplice: godiamoci il sole, ma facciamolo con buon senso.
La protezione solare non deve farci paura e non deve neppure diventare un lasciapassare per esposizioni eccessive.
È uno strumento importante all’interno di una strategia di prevenzione più completa.
E ricordiamoci che non esiste necessariamente un solare perfetto per tutti. Fototipo, età, tipo di pelle, presenza di macchie o acne, attività sportiva, mare o montagna possono richiedere prodotti e texture differenti.
In farmacia possiamo aiutarvi a scegliere la protezione più adatta e, soprattutto, a capire come utilizzarla correttamente.

Scarica la guida pratica alla protezione solare.
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